Scoperta una nuova vulnerabilità in Reader ed Acrobat

Adobe ha pubblicato una nota con la quale ha voluto informare gli utenti di Reader ed Acrobat circa la presenza di una vulnerabilità critica nelle più recenti versioni dei due software. La falla di sicurezza interessa gli utenti di Windows, Mac OS X e dei sistemi ‘Unix-like‘ e potrebbe essere sfruttata da un aggressore per infettare i sistemi operativi di Microsoft facendo leva su un documento PDF ‘maligno’, creato ‘ad hoc’.

Secondo Secunia, società danese che da anni si occupa di sicurezza informatica, il problema sarebbe il risultato della presenza di un bug nella libreria cooltype.dll. Al momento non è disponibile una patch risolutiva ma Adobe ha già comunicato di essere al lavoro per sanare la nuova vulnerabilità.

Adobe non ha chiarito se la disattivazione del codice JavaScript possa fungere da ‘workaround‘ per la temporanea risoluzione della problematica (<a href='articoli.

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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Oracle: Mark Hurd, Larry Ellison e la possibile alchimia

Mentre Hp decide la linea dura nei confronti di Mark Hurd, chiamando in causa l’ex Ceo per violazione degli accordi di non-concorrenza, in rete si moltiplicano le analisi su quello che, in termini manageriali, viene definito pressapoco come il ‘matrimonio dell’anno’.

E in realtà, più che la retribuzione pattuita (950.000 dollari l’anno, un premio di 10 milioni di dollari al raggiungimento degli obiettivi e un’opzione per l’acquisto fino a 10 milioni di azioni della società), quello che interessa agli analisti è la posizione nella quale si troverà Mark Hurd.

Per la prima volta Mark Hurd avrà sopra di sé un capo cui rispondere, Larry Ellison (nella foto) e sono in molti a dire che l’effetto-Hurd molto dipenderà dall’alchimia che riuscirà a crearsi tra i due manager.

I due sono amici, dicono i bene informati del tech-world americano,e nonostante i loro stili di gestione siano molto diversi, non dovrebbero però risultare incompatibili.

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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Sviluppo: la libreria YUI si aggiorna col supporto touch

Gli sviluppatori più smaliziati saranno contenti nell’apprendere che la versione 3.2.0 di YUI (Yahoo! User Interface) supporta da oggi gli eventi ‘touch’ ed il riconoscimento dei gesti delle mani. In un mondo IT che sta guardando sempre più al ‘multitouch‘ (si pensi alla recente integrazione, nella beta di Ubuntu 10.10, di ‘uTouch 1.0‘), YUI 3.2.0 si propone come un validissimo aiuto per il programmatore.

YUI sono infatti delle librerie JavaScript opensource che consentono di sviluppare applicazioni complesse che utilizzano AJAX, DHTML e DOM. Distribuite sotto licenza BSD, le librerie YUI ospitano il codice ottimizzato per i vari browser in moduli separati (in particolare, la porzione di codice destinata ad Internet Explorer è separata da quella pensata per gli altri browser web): in questo modo è possibile ottenere notevoli benefici in fase di caricamento del codice JavaScript.

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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Caricare automaticamente i feed RSS su Twitter e Facebook

Come promesso, vi presentiamo uno script PHP che consente di effettuare l’uploading automatico delle informazioni contenute in un feed RSS sui social network Twitter e Facebook.
Prima di procedere, è bene rileggere attentamente il contenuto dei seguenti due articoli:

- Pubblicare materiale su una pagina Facebook dal proprio sito
- Interagire con Twitter utilizzando il protocollo Oauth

Il nostro obiettivo, questa volta, è modificare il file twitter_oauth.php affinché sia in grado di leggere gli ultimi feed RSS e di ripubblicarli sia su Twitter che su Facebook.

Per gestire l’invio delle informazioni alle pagine dei social network e le risposte ottenute, viene utilizzata la libreria libcurl. Essa consente di connettersi e comunicare con vari server impiegando molteplici protocolli differenti. E’ quindi indispensabile che il vostro server web supporti libcurl: nel caso in cui la corrispondente estensione non fosse abilitata, è necessario provvedere editando il file PHP.

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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In arrivo la ‘ricerca istantanea’ di Google

Niente musica, come qualcuno aveva ipotizzato nei giorni scorsi.
L’annuncio di oggi di Google, anticipato da due giorni di loghi speciali sull’home page del motore di ricerca senza che vi fosse alcuna ricorrenza o anniversario da celebrare, ha a che fare solo con il search, come del resto anticipato nell’invito alla stampa statunitense.

Così, nella cornice del MoMa di San Francisco, la società ha presentato l’ultima funzionalità integrata nel suo motore e destinata a velocizzare e ottimizzare i tempi della ricerca e, di conseguenza, l’esperienza degli utenti.

La nuova funzionalità si chiama Instant e di fatto consente di velocizzare le attività di ricerca, visualizzando i possibili risultati mano a mano che l’utente inserisce i termini desiderati.
Si tratta di una innovazione che introduce un ulteriore elemento di ottimizzazione e che si pone in stretta correlazione con il lavoro già svolto da Google con Suggest, la funzionalità di completamento che anticipa i termini ricercati dall’utente.

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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Mobile: è a cinque la partita tra sistemi operativi

Idc aggiorna al rialzo le previsioni per il mercato degli smartphone.
Rispetto al 2009 il comparto dovrebbe registrare una crescita del 55%, circa il 10% rispetto a quanto inizialmente previsto.
Complessivamente, dunque, entro la fine dell’anno il numero degli smartphone venduti dovrebbe raggiungere i 270 milioni di unità, mentre a fine 2009 il totale si era fermato a quota 173,5 milioni.

E il miglioramento di uno scenario già nel suo insieme positivo è dovuto principalmente all’arrivo sulla scena degli aggiornamenti di gamma dei principali player del comparto.

Idc fa riferimento all’iPhone 4 in primis, seguito dal BlackBerry Torch, così come all’Evo 4G di Htc.
Alla crescita contribuiranno però anche tutti i nuovi modelli Android la cui uscita è in programma per la fine dell’anno e che senza dubbio catalizzeranno l’attenzione degli acquirenti nelle prossime settimane.

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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In arrivo la ‘ricerca istantanea’ di Google

Niente musica, come qualcuno aveva ipotizzato nei giorni scorsi.
L’annuncio di oggi di Google, anticipato da due giorni di loghi speciali sull’home page del motore di ricerca senza che vi fosse alcuna ricorrenza o anniversario da celebrare, ha a che fare solo con il search, come del resto anticipato nell’invito alla stampa statunitense.

Così, nella cornice del MoMa di San Francisco, la società ha presentato l’ultima funzionalità integrata nel suo motore e destinata a velocizzare e ottimizzare i tempi della ricerca e, di conseguenza, l’esperienza degli utenti.

La nuova funzionalità si chiama Instant e di fatto consente di velocizzare le attività di ricerca, visualizzando i possibili risultati mano a mano che l’utente inserisce i termini desiderati.
Si tratta di una innovazione che introduce un ulteriore elemento di ottimizzazione e che si pone in stretta correlazione con il lavoro già svolto da Google con Suggest, la funzionalità di completamento che anticipa i termini ricercati dall’utente.

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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Mobile: è a cinque la partita tra sistemi operativi

Idc aggiorna al rialzo le previsioni per il mercato degli smartphone.
Rispetto al 2009 il comparto dovrebbe registrare una crescita del 55%, circa il 10% rispetto a quanto inizialmente previsto.
Complessivamente, dunque, entro la fine dell’anno il numero degli smartphone venduti dovrebbe raggiungere i 270 milioni di unità, mentre a fine 2009 il totale si era fermato a quota 173,5 milioni.

E il miglioramento di uno scenario già nel suo insieme positivo è dovuto principalmente all’arrivo sulla scena degli aggiornamenti di gamma dei principali player del comparto.

Idc fa riferimento all’iPhone 4 in primis, seguito dal BlackBerry Torch, così come all’Evo 4G di Htc.
Alla crescita contribuiranno però anche tutti i nuovi modelli Android la cui uscita è in programma per la fine dell’anno e che senza dubbio catalizzeranno l’attenzione degli acquirenti nelle prossime settimane.

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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‘La prima volta’ in Europa della Google TV

Sarà disponibile durante la prossima stagione autunnale negli Stati Uniti, successivamente in Europa. Lo ha confermato il CEO di Google Eric Schmidt presentando la nuova ‘Google TV‘ sul palcoscenico dell’IFA di Berlino. Il televisore firmato Google, che poggerà sul sistema operativo Android, permetterà agli utenti di fruire degli stessi contenuti ai quali si è abituati ‘navigando’ in Rete, ad esempio, da un tradizionale computer desktop. L’interfaccia proposta per la Google TV punterà però in primis sulla semplicità d’uso pur consentendo di utilizzare il browser e di visionare qualunque tipo di contenuto pubblicato sul web. ‘Lavoreremo fianco a fianco con i produttori di contenuti‘, ha commentato Schmidt ‘ma è altamente improbabile che Google si cimenti nella realizzazione di contenuti‘.

I partner iniziali di Google sono Sony, per quanto riguarda i televisori e Logitech per i ‘set-top box‘.

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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Finisce in tribunale il divorzio tra Mark Hurd e HP

Finisce in tribunale il divorzio tra Mark Hurd e HP. Quella che fino a poche ore fa sembrava una separazione piu o meno consensuale, condotta con fair play, comincia a mettere in luce le sue asperità.

Così, a distanza di poche ore dall’annuncio del passaggio di Hurd in Oracle, nel ruolo di co-president, HP ha deciso di rivolgersi direttamente al tribunale, aprendo una vertenza nei confronti del suo ex-CEO per rottura di contratto e possibile appropriazione indebita di segreti commerciali.

In una nota ufficiale, HP ha sottolineato come Mark Hurd avesse a suo tempo firmato una serie di accordi e impegni a tutela dei segreti commerciali e delle informazioni riservate dell’azienda e che l’azione intrapresa ha lo scopo di proteggere questi accordi.

HP è convinta che l’ingaggio di Hurd da parte di Oracle costituisca un rischio reale di violazione di accordi che il manager ha firmato in tre diverse occasioni durante la sua attività in azienda.

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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Svelata una possibile falla nel pannello di gestione di Flash

Accettando un certificato fasullo durante l’accesso al pannello ‘Impostazioni generali della privacy‘ di Adobe, un aggressore potrebbe riuscire a modificare il comportamento del Flash Player. Così facendo, una pagina web potrebbe riuscire a richiedere l’accesso a microfono e webcam in modalità remota. Abbiamo già ricordato, a suo tempo, come funziona il pannello di controllo di Adobe Flash Player (ved. questo articolo): esso è basato esclusivamente sul web. Ciò significa che le impostazioni relative al comportamento di Flash Player, installato sul sistema, possono essere variate collegandosi ad un’apposita pagina web. Tale pagina, richiama due file SWF capaci di interagire appunto con il funzionamento di Flash Player.

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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Anche Mozilla Firefox si schiera contro il clickjacking

E’ conosciuta con l’appellativo di ‘clickjacking‘ quella particolare tecnica sfruttando la quale un aggressore, durante la normale ‘navigazione’ all’interno di una pagina web, mira a reindirizzare i clic dell’utente verso un altro oggetto, diverso dall’elemento sul quale era stato portato il puntatore del mouse.

Con la versione 3.6.9 di Firefox, anche Mozilla ha deciso di implementare una nuova direttiva negli header della pagina: X-Frame-Options. Già supportata in Internet Explorer, Chrome, Safari ed Opera, mancava all’appello solamente Firefox. Si tratta di una misura di sicurezza che mira a ridurre l’impatto di eventuali attacchi ‘clickjacking’.

Per capire meglio di che cosa stiamo parlando, si consideri un semplice negozio online che utilizza dei cookie per il processo di autenticazione dell’utente e che offre la possibilità di acquistare prodotti con un solo clic del mouse.

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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Anche Mozilla Firefox si schiera contro il clickjacking

E’ conosciuta con l’appellativo di ‘clickjacking‘ quella particolare tecnica sfruttando la quale un aggressore, durante la normale ‘navigazione’ all’interno di una pagina web, mira a reindirizzare i clic dell’utente verso un altro oggetto, diverso dall’elemento sul quale era stato portato il puntatore del mouse.

Con la versione 3.6.9 di Firefox, anche Mozilla ha deciso di implementare una nuova direttiva negli header della pagina: X-Frame-Options. Già supportata in Internet Explorer, Chrome, Safari ed Opera, mancava all’appello solamente Firefox. Si tratta di una misura di sicurezza che mira a ridurre l’impatto di eventuali attacchi ‘clickjacking’.

Per capire meglio di che cosa stiamo parlando, si consideri un semplice negozio online che utilizza dei cookie per il processo di autenticazione dell’utente e che offre la possibilità di acquistare prodotti con un solo clic del mouse.

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Svelata una possibile falla nel pannello di gestione di Flash

Accettando un certificato fasullo durante l’accesso al pannello ‘Impostazioni generali della privacy‘ di Adobe, un aggressore potrebbe riuscire a modificare il comportamento del Flash Player. Così facendo, una pagina web potrebbe riuscire a richiedere l’accesso a microfono e webcam in modalità remota. Abbiamo già ricordato, a suo tempo, come funziona il pannello di controllo di Adobe Flash Player (ved. questo articolo): esso è basato esclusivamente sul web. Ciò significa che le impostazioni relative al comportamento di Flash Player, installato sul sistema, possono essere variate collegandosi ad un’apposita pagina web. Tale pagina, richiama due file SWF capaci di interagire appunto con il funzionamento di Flash Player.

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Finisce in tribunale il divorzio tra Mark Hurd e HP

Finisce in tribunale il divorzio tra Mark Hurd e HP. Quella che fino a poche ore fa sembrava una separazione piu o meno consensuale, condotta con fair play, comincia a mettere in luce le sue asperità.

Così, a distanza di poche ore dall’annuncio del passaggio di Hurd in Oracle, nel ruolo di co-president, HP ha deciso di rivolgersi direttamente al tribunale, aprendo una vertenza nei confronti del suo ex-CEO per rottura di contratto e possibile appropriazione indebita di segreti commerciali.

In una nota ufficiale, HP ha sottolineato come Mark Hurd avesse a suo tempo firmato una serie di accordi e impegni a tutela dei segreti commerciali e delle informazioni riservate dell’azienda e che l’azione intrapresa ha lo scopo di proteggere questi accordi.

HP è convinta che l’ingaggio di Hurd da parte di Oracle costituisca un rischio reale di violazione di accordi che il manager ha firmato in tre diverse occasioni durante la sua attività in azienda.

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‘La prima volta’ in Europa della Google TV

Sarà disponibile durante la prossima stagione autunnale negli Stati Uniti, successivamente in Europa. Lo ha confermato il CEO di Google Eric Schmidt presentando la nuova ‘Google TV‘ sul palcoscenico dell’IFA di Berlino. Il televisore firmato Google, che poggerà sul sistema operativo Android, permetterà agli utenti di fruire degli stessi contenuti ai quali si è abituati ‘navigando’ in Rete, ad esempio, da un tradizionale computer desktop. L’interfaccia proposta per la Google TV punterà però in primis sulla semplicità d’uso pur consentendo di utilizzare il browser e di visionare qualunque tipo di contenuto pubblicato sul web. ‘Lavoreremo fianco a fianco con i produttori di contenuti‘, ha commentato Schmidt ‘ma è altamente improbabile che Google si cimenti nella realizzazione di contenuti‘.

I partner iniziali di Google sono Sony, per quanto riguarda i televisori e Logitech per i ‘set-top box‘.

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32 bit vs. 64 bit: le differenze tra le due architetture

Tra le domande poste più frequentemente dagli utenti vi è la seguente: che differenze ci sono tra le versioni a 32 bit e quelle a 64 bit dei sistemi operativi Windows? Cerchiamo di fornire una risposta quanto più possibile puntuale senza scivolare in troppi tecnicismi.
Iniziamo col chiarire che le nostre osservazioni, pur essendo incentrate sul più recente tra i sistemi operativi Microsoft – Windows 7 – hanno comunque validità generale. Ogni versione di Windows 7, fatta eccezione per la Starter, è disponibile sia a 32 che a 64 bit.

I termini 32 bit e 64 bit indicano le differenze relative alla gestione delle informazioni da parte del processore installato sul personal computer. Generalmente con gli aggettivi 32 e 64 bit ci si riferisce alla ‘larghezza’ del formato standard di una variabile semplice all’interno di una certa architettura hardware. E ciò di solito rispecchia anche la dimensione dei registri interni del microprocessore (CPU).

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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32 bit vs. 64 bit: le differenze tra le due architetture

Tra le domande poste più frequentemente dagli utenti vi è la seguente: che differenze ci sono tra le versioni a 32 bit e quelle a 64 bit dei sistemi operativi Windows? Cerchiamo di fornire una risposta quanto più possibile puntuale senza scivolare in troppi tecnicismi.
Iniziamo col chiarire che le nostre osservazioni, pur essendo incentrate sul più recente tra i sistemi operativi Microsoft – Windows 7 – hanno comunque validità generale. Ogni versione di Windows 7, fatta eccezione per la Starter, è disponibile sia a 32 che a 64 bit.

I termini 32 bit e 64 bit indicano le differenze relative alla gestione delle informazioni da parte del processore installato sul personal computer. Generalmente con gli aggettivi 32 e 64 bit ci si riferisce alla ‘larghezza’ del formato standard di una variabile semplice all’interno di una certa architettura hardware. E ciò di solito rispecchia anche la dimensione dei registri interni del microprocessore (CPU).

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Buzz e la privacy violata: Google paga

8,5 milioni di dollari.
Tanto è costato a Google il pasticciaccio accaduto al momento del lancio di Google Buzz, quando i contatti più frequentemente utilizzati da un utente furono automaticamente inseriti nei profili di Buzz.

Buzz, una piattaforma di social network e microblogging il cui obiettivo consisteva nel portare una ventata ’sociale’ all’interno dei servizi basati sul web ed offerti dall’azienda di Mountain View, fu lanciato a febbraio scorso. Nella definizione dei tecnici di Google, Buzz è un servizio integrato direttamente in Gmail, che consente di avviare conversazioni sugli argomenti che si ritengono interessanti, condividendo aggiornamenti, foto e video. Nella sua veste iniziale, Buzz fu subito oggetto di roventi critiche ed addirittura di una ‘class action’.

Punto contestato: la facilità con cui Buzz fu collegato ai milioni e milioni di account Gmail attivi in tutto il mondo e la mancanza di un’informazione puntuale sul funzionamento del servizio e sulle modalità di condivisione dei dati.

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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Buzz e la privacy violata: Google paga

8,5 milioni di dollari.
Tanto è costato a Google il pasticciaccio accaduto al momento del lancio di Google Buzz, quando i contatti più frequentemente utilizzati da un utente furono automaticamente inseriti nei profili di Buzz.

Buzz, una piattaforma di social network e microblogging il cui obiettivo consisteva nel portare una ventata ’sociale’ all’interno dei servizi basati sul web ed offerti dall’azienda di Mountain View, fu lanciato a febbraio scorso. Nella definizione dei tecnici di Google, Buzz è un servizio integrato direttamente in Gmail, che consente di avviare conversazioni sugli argomenti che si ritengono interessanti, condividendo aggiornamenti, foto e video. Nella sua veste iniziale, Buzz fu subito oggetto di roventi critiche ed addirittura di una ‘class action’.

Punto contestato: la facilità con cui Buzz fu collegato ai milioni e milioni di account Gmail attivi in tutto il mondo e la mancanza di un’informazione puntuale sul funzionamento del servizio e sulle modalità di condivisione dei dati.

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32 bit vs. 64 bit: le differenze tra le due architetture

Tra le domande poste più frequentemente dagli utenti vi è la seguente: che differenze ci sono tra le versioni a 32 bit e quelle a 64 bit dei sistemi operativi Windows? Cerchiamo di fornire una risposta quanto più possibile puntuale senza scivolare in troppi tecnicismi.
Iniziamo col chiarire che le nostre osservazioni, pur essendo incentrate sul più recente tra i sistemi operativi Microsoft – Windows 7 – hanno comunque validità generale. Ogni versione di Windows 7, fatta eccezione per la Starter, è disponibile sia a 32 che a 64 bit.

I termini 32 bit e 64 bit indicano le differenze relative alla gestione delle informazioni da parte del processore installato sul personal computer. Generalmente con gli aggettivi 32 e 64 bit ci si riferisce alla ‘larghezza’ del formato standard di una variabile semplice all’interno di una certa architettura hardware. E ciò di solito rispecchia anche la dimensione dei registri interni del microprocessore (CPU).

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Ottenere un elenco completo delle condivisioni di rete

Sia in ambito aziendale che domestico è spesso necessario verificare quali condivisioni di rete sono attive sul sistema in uso e sugli altri computer collegati alla LAN.
In Windows, per ottenere rapidamente l’elenco delle condivisioni di rete, è sufficiente aprire il prompt dei comandi e digitare quanto segue, seguito dalla pressione del tasto Invio:
net share
Il comando restituisce l’elenco completo delle condivisioni attive sul personal computer locale, comprese quelle nascoste (contengono il simbolo $ come suffisso). In tutte le versioni di Windows esistono di default alcune condivisioni nascoste – le cosiddette condivisioni amministrative (o ‘administrative shares‘):

C$, D$, E$,… Attraverso queste condivisioni, un amministratore può godere dell’accesso, in modalità remota, all’intero albero delle partizioni.
ADMIN$ Fa riferimento alla cartella di sistema di Windows (%systemroot%).

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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Sia in ambito aziendale che domestico è spesso necessario verificare quali condivisioni di rete sono attive sul sistema in uso e sugli altri computer collegati alla LAN.
In Windows, per ottenere rapidamente l’elenco delle condivisioni di rete, è sufficiente aprire il prompt dei comandi e digitare quanto segue, seguito dalla pressione del tasto Invio:
net share
Il comando restituisce l’elenco completo delle condivisioni attive sul personal computer locale, comprese quelle nascoste (contengono il simbolo $ come suffisso). In tutte le versioni di Windows esistono di default alcune condivisioni nascoste – le cosiddette condivisioni amministrative (o ‘administrative shares‘):

C$, D$, E$,… Attraverso queste condivisioni, un amministratore può godere dell’accesso, in modalità remota, all’intero albero delle partizioni.
ADMIN$ Fa riferimento alla cartella di sistema di Windows (%systemroot%).

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Si avvicina a grandi passi il rilascio di Ubuntu 10.10

E’ stata da poco rilasciata quella che sarà destinata ad essere la prima ed ultima versione ‘beta’ di Ubuntu 10.10, conosciuta anche con il nome in codice di ‘Maverick Meerkat‘ (in italiano, ’suricato indipendente’; Canonical usa assegnare alle varie release di Ubuntu dei nomi di animali, spesso poco noti in Europa). La distribuzione Linux uscirà, nella sua veste definitiva, il prossimo 10 ottobre, data che Canonical – società fondata dall’imprenditore sudafricano Mark Shuttleworth che segue e finanzia lo sviluppo di Ubuntu – ha probabilmente scelto per la suggestione che infonde nell’utente. Il rilascio della prossima versione finale di Ubuntu, infatti, sarà contraddistinto dal numero ‘10′: la release è la ‘10.10′ e sarà resa pubblicamente disponibile il ‘10.10.10′.
La ‘Release Candidate‘, versione non ancora definitiva, di Ubuntu 10.10 sarà invece messa a disposizione il prossimo 30 settembre.

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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Apple Ping: attenzione allo spam ed agli URL pubblicati

Presentato da Steve Jobs qualche giorno fa (ved. questo articolo), ‘Ping‘ è un servizio che consente, agli utenti di iTunes 10, di entrare a far parte di un ’social network musicale’. Utilizzando Ping, è possibile scoprire che musica ascoltano amici e conoscenti oltre che seguire le attività dei propri artisti preferiti ottenendo informazioni sulle date dei concerti e sui principali eventi.
Apple ha voluto celebrare subito il successo riscosso da Ping: secondo Eddy Cue, vice presidente dei servizi Internet per la società della mela, un terzo degli utenti che hanno prelevato iTunes 10 avrebbe già scelto di entrare a far parte di Ping: in appena 48 ore, circa un milione di persone si sarebbero già registrate.

Se, da un lato, Apple si dichiara soddisfatta del successo ottenuto da Ping, alcuni osservatori criticano alcune scelte messe in campo dal colosso guidato da Jobs.

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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Fastweb: da oggi la fibra ottica va a 100 Mbps

Sono 2 milioni le famiglie e le micro aziende che dal 6 settembre possono disporre del nuovo servizio di Fastweb Fibra 100. Questo, come si intuisce dal nome, nelle zone delle città italiane già raggiunte dalla fibra ottica consente di avere a disposizione nel collegamento a Internet una banda fino a 100 Mbps in download e fino a 10 Mbps in upload.

Oltre a, come precisa la stessa Fastweb, a velocizzare lo scaricamento di film o altro materiale multimediale, Fibra 100 intende agevolare l’evoluzione di servizi come la Tv ad alta risoluzione e in 3D, la connessione verso apparati esternialla casa per l’archiviazione e la condivisione di dati, come video e musica, telemedicina, e-government, telelavoro e teleconferenza.

Dal 6 settembre, Fibra 100 può essere acquistata dai nuovi clienti Fastweb attraverso i tradizionali canali di vendita nelle città cablate (Milano, Roma, Genova, Torino, Bologna, Napoli e Bari).

Tratto dal sito www.ilsoftware.it

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Sono 2 milioni le famiglie e le micro aziende che dal 6 settembre possono disporre del nuovo servizio di Fastweb Fibra 100. Questo, come si intuisce dal nome, nelle zone delle città italiane già raggiunte dalla fibra ottica consente di avere a disposizione nel collegamento a Internet una banda fino a 100 Mbps in download e fino a 10 Mbps in upload.

Oltre a, come precisa la stessa Fastweb, a velocizzare lo scaricamento di film o altro materiale multimediale, Fibra 100 intende agevolare l’evoluzione di servizi come la Tv ad alta risoluzione e in 3D, la connessione verso apparati esternialla casa per l’archiviazione e la condivisione di dati, come video e musica, telemedicina, e-government, telelavoro e teleconferenza.

Dal 6 settembre, Fibra 100 può essere acquistata dai nuovi clienti Fastweb attraverso i tradizionali canali di vendita nelle città cablate (Milano, Roma, Genova, Torino, Bologna, Napoli e Bari).

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Si avvicina a grandi passi il rilascio di Ubuntu 10.10

E’ stata da poco rilasciata quella che sarà destinata ad essere la prima ed ultima versione ‘beta’ di Ubuntu 10.10, conosciuta anche con il nome in codice di ‘Maverick Meerkat‘ (in italiano, ’suricato indipendente’; Canonical usa assegnare alle varie release di Ubuntu dei nomi di animali, spesso poco noti in Europa). La distribuzione Linux uscirà, nella sua veste definitiva, il prossimo 10 ottobre, data che Canonical – società fondata dall’imprenditore sudafricano Mark Shuttleworth che segue e finanzia lo sviluppo di Ubuntu – ha probabilmente scelto per la suggestione che infonde nell’utente. Il rilascio della prossima versione finale di Ubuntu, infatti, sarà contraddistinto dal numero ‘10′: la release è la ‘10.10′ e sarà resa pubblicamente disponibile il ‘10.10.10′.
La ‘Release Candidate‘, versione non ancora definitiva, di Ubuntu 10.10 sarà invece messa a disposizione il prossimo 30 settembre.

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Apple Ping: attenzione allo spam ed agli URL pubblicati

Presentato da Steve Jobs qualche giorno fa (ved. questo articolo), ‘Ping‘ è un servizio che consente, agli utenti di iTunes 10, di entrare a far parte di un ’social network musicale’. Utilizzando Ping, è possibile scoprire che musica ascoltano amici e conoscenti oltre che seguire le attività dei propri artisti preferiti ottenendo informazioni sulle date dei concerti e sui principali eventi.
Apple ha voluto celebrare subito il successo riscosso da Ping: secondo Eddy Cue, vice presidente dei servizi Internet per la società della mela, un terzo degli utenti che hanno prelevato iTunes 10 avrebbe già scelto di entrare a far parte di Ping: in appena 48 ore, circa un milione di persone si sarebbero già registrate.

Se, da un lato, Apple si dichiara soddisfatta del successo ottenuto da Ping, alcuni osservatori criticano alcune scelte messe in campo dal colosso guidato da Jobs.

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Sia in ambito aziendale che domestico è spesso necessario verificare quali condivisioni di rete sono attive sul sistema in uso e sugli altri computer collegati alla LAN.
In Windows, per ottenere rapidamente l’elenco delle condivisioni di rete, è sufficiente aprire il prompt dei comandi e digitare quanto segue, seguito dalla pressione del tasto Invio:
net share
Il comando restituisce l’elenco completo delle condivisioni attive sul personal computer locale, comprese quelle nascoste (contengono il simbolo $ come suffisso). In tutte le versioni di Windows esistono di default alcune condivisioni nascoste – le cosiddette condivisioni amministrative (o ‘administrative shares‘):

C$, D$, E$,… Attraverso queste condivisioni, un amministratore può godere dell’accesso, in modalità remota, all’intero albero delle partizioni.
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